Cromo nelle Acque Potabili: Normative, Rischio e Prevenzione

Le acque potabili rappresentano una risorsa fondamentale per la salute collettiva, e la loro qualità è soggetta a stringenti normative che evolvono nel tempo per garantire un consumo umano sicuro. Uno degli elementi di particolare attenzione è il cromo esavalente, un metallo che può presentare rischi significativi per la salute umana. Esaminiamo da vicino le normative vigenti, cosa si intende per cromo esavalente, i suoi effetti sulla salute e le misure preventive necessarie.

Normative in Evoluzione

La normativa italiana in materia di cromo nelle acque potabili ha subito importanti cambiamenti negli ultimi anni. Il Decreto del Ministero della Salute del 14 novembre 2016 ha fissato il limite di 10 µg/l per il cromo esavalente, conformemente alla direttiva 98/83/CE sull’acqua potabile, integrando il D. Lgs 31/2001. Tuttavia, il panorama normativo è cambiato con l’abrogazione del D. Lgs 31/2001, sostituito dal D. Lgs 18/2023.

Inoltre, con il Decreto del 30 giugno 2021, il Ministero della Salute ha stabilito nuovi valori di parametro: 25 µg/l per le acque in bottiglia e 50 µg/l per le altre acque, in deroga fino al 12 gennaio 2026. Questi nuovi limiti si allineano alla direttiva europea (UE) 2020/2184, che prevede un valore di parametro per il cromo totale di 25 µg/l entro il 12 gennaio 2036.

Queste normative riflettono l’impegno costante del Ministero della Salute e dell’Unione Europea per garantire che le acque destinate al consumo umano siano sicure e prive di contaminanti, in particolare del cromo esavalente.

Cromo Esavalente: Definizione e Pericoli

Il cromo è un metallo diffuso in natura, presente sia nelle acque che negli alimenti. Esistono due forme principali di cromo: il cromo trivalente (Cr (III)) e il cromo esavalente (Cr (VI)). È fondamentale comprendere la differenza tra queste due forme, poiché mentre il cromo trivalente è generalmente sicuro per la salute in dosi moderate, il cromo esavalente è classificato come genotossico e cancerogeno per l’inalazione.

Il cromo esavalente è ampiamente utilizzato nell’industria, tra cui settori come metallurgia, tessile e chimica. La sua solubilità in acqua lo rende particolarmente pericoloso come contaminante ambientale nelle risorse idriche destinate al consumo umano.

Effetti sulla Salute e Gruppi a Rischio

Gli effetti sulla salute legati all’esposizione al cromo dipendono dalla forma chimica del metallo e dalle caratteristiche della sostanza contenente il cromo. Le persone più a rischio sono i neonati e l’infanzia. L’inalazione o l’esposizione cutanea al cromo possono causare tumori, rendendo il cromo esavalente un metallo estremamente pericoloso.

L’effetto dell’assorbimento del cromo include irritazioni, ulcerazioni del naso, problemi respiratori, eruzioni cutanee e danni a organi vitali come stomaco, fegato e polmoni. È fondamentale approfondire ulteriormente questo argomento consultando il portale dell’Istituto Superiore di Sanità e, in caso di sospetto contatto con il cromo esavalente, consultare immediatamente il medico di base.

Eliminare il Cromo dall’Acqua: Un Compito Complesso

La purificazione dell’acqua da metalli pesanti come il cromo esavalente non è un’operazione da compiere a livello domestico con soluzioni come caraffe filtranti. La procedura richiede il prelievo di campioni d’acqua, l’analisi in laboratorio per verificare la presenza di cromo e, in caso positivo, l’adozione di misure su scala industriale.

Il processo industriale coinvolge la riduzione in ambiente acido, con la formazione di idrossido di cromo insolubile, seguito da operazioni di filtrazione. Dopo la bonifica, vengono prelevati nuovi campioni per garantire l’assenza di cromo esavalente o altri metalli dannosi.

Analisi di Laboratorio: Strumento Cruciale

Per individuare la presenza di cromo esavalente in acqua, è essenziale condurre analisi di laboratorio. Il metodo colorimetrico della difenilcarboidrazide è utilizzato per misurare il cromo esavalente. Dopo il prelievo di un campione d’acqua, la 1,5-difenilcarbazide viene aggiunta in condizioni acide, e la colorazione violacea risultante è proporzionale alla concentrazione di cromo esavalente nel campione.

Nuovi Limiti e Priorità nella Normativa

Il D. Lgs 18/2023, pubblicato il 6 marzo 2023, stabilisce nuovi limiti per il cromo nelle acque potabili: 25 µg/l per le acque in bottiglia e 50 µg/l per le altre acque. È importante notare che il valore di parametro del cromo deve essere soddisfatto al più tardi il 12 gennaio 2026, con una deroga fino al 11 gennaio 2026 con limite di 50 µg/l.

La normativa chiarisce che nell’attuazione delle misure volte a raggiungere questi valori, si deve dare gradualmente priorità ai punti con concentrazioni più elevate di cromo, soprattutto se l’origine non è geogenica.

Cromo nella Natura e Contaminazione

Il cromo è abbondantemente presente in natura, legato ad altre specie chimiche. Il cromo esavalente, secondo stato di ossidazione più stabile dopo il cromo trivalente, è utilizzato in leghe metalliche come l’acciaio inossidabile. La sua presenza in alimenti e acqua può derivare da processi naturali o attività umane. Date le potenziali conseguenze sulla salute umana, è cruciale sottoporre l’acqua a controlli analitici regolari.

Prevenzione della Diffusione di Cromo Esavalente

La prevenzione della diffusione di cromo esavalente richiede un approccio olistico. Le analisi chimiche dell’acqua potabile sono uno strumento chiave per monitorare la presenza di cromo e adottare misure correttive tempestive. Poiché l’eliminazione del cromo dall’acqua è una sfida complessa, la prevenzione attraverso il monitoraggio costante è essenziale.

Cromo nelle Acque Potabili

In conclusione, la consapevolezza dei rischi associati al cromo esavalente, la comprensione delle normative vigenti e l’attuazione di misure preventive sono cruciali per garantire la sicurezza delle acque potabili. Tutti i cittadini devono contribuire a preservare la qualità delle risorse idriche, conformandosi agli standard normativi più recenti e proteggendo la salute umana.

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