Qualità delle acque destinate al consumo umano, D.Lgs. 23.02.2023, n. 18: Gazzetta Ufficiale n. 55 del 06.03.2023

In data 6 marzo è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il D.lgs. 18 del 23 febbraio 2023, il quale recepisce e attua la Direttiva Europea 2020/2184, relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano. Il Decreto è in vigore dal 21 marzo 2023 ed ha abrogato contestualmente la precedente normativa in materia (D.lgs. 31/2001).

Obiettivi del nuovo decreto sulla qualità delle acque destinate al consumo umano

Gli obiettivi di questo nuovo decreto sono i seguenti:

  • la protezione della salute umana dagli effetti negativi derivanti dalla contaminazione delle acque destinate al consumo umano, assicurando che le acque siano salubri e pulite;
  • il miglioramento dell’accesso alle acque destinate al consumo umano.

Qualità delle acque destinate al consumo umano: importanti cambiamenti

La Direttiva Europea 2020/2184 introduce importanti cambiamenti per migliorare la protezione della salute umana dagli effetti negativi derivanti dalla contaminazione delle acque destinate al consumo umano, garantendone la salubrità e la pulizia. A tale scopo la normativa stabilisce prescrizioni minime che tutte le acque destinate al consumo umano devono soddisfare, introducendo anche i requisiti minimi di igiene di quei materiali, che per loro natura sono destinati ad entrare in contatto con le acque potabili, compresi i sistemi di tubature in plastica. Vengono inoltre stabilite le attività di monitoraggio che devono essere effettuate dai gestori idropotabili nonché dalle autorità sanitarie. Infine, la direttiva promuove l’uso di tecniche di trattamento dell’acqua più sostenibili ed efficienti dal punto di vista energetico.

D.lgs 18/2023 novità da un punto di vista analitico

Se ci concentriamo sui metalli la prima cosa che si nota è l’introduzione di un nuovo elemento, l’uranio: questo parametro viene inserito direttamente nell’Allegato 1 Parte B e ne viene richiesta la determinazione per assicurare che il livello radioattivo delle acque non superi la soglia ritenuta tollerabile per la salute.

L’uranio viene inserito con un valore limite di 30µg/l.

Oltre all’uranio vengono modificati una serie di valori limite di metalli già presenti nel precedente Decreto Legislativo 31. Non per tutti però è prevista una diminuzione del limite, infatti per l’Antimonio si passa da un limite di 5 µg/l ad un limite di 10 µg/l; per il Rame si passa da 1 mg/l a 2 mg/l; per il Selenio da 10 µg/l  a 20 µg/l e infine per il Vanadio da 50 µg/l a 140 µg/l.

Diminuiscono invece i limiti per Cromo totale che passa da 50 µg/l ad un valore limite di 25 e per il Piombo che da 10 µg/l passa a 5 µg/l.

La Direttiva Europea 2020/2184, inoltre, fissa valori limite per nuove sostanze tra cui: il Bisfenolo A BPA, il clorato e clorite, i PFAS (sostanze perfluoroalchiliche), acido aloacetici e microcistine-LR. 

Riguardo il Bisfenolo A, questo è il primo ad essere incluso della Direttiva rispetto a un gruppo di interferenti endocrini individuato. Il valore di parametro fissato dalla Direttiva è pari a 2,5 μg/l. 

Per i PFAS, la Commissione stessa si dà il termine del 12 gennaio 2024 per stabilire le linee guida tecniche sui metodi analitici per quanto riguarda il monitoraggio delle sostanze per- e polifluoro alchiliche comprese nei parametri «PFAS — totale» e «somma di PFAS», compresi i limiti di rilevazione, i valori di parametro e la frequenza di campionamento.

Per il clorato e clorito, possibili prodotti derivanti dalla disinfezione con cloro, la direttiva fissa il limite di 0,25mg/l per entrambi gli analiti da rispettare entro il 12 gennaio 2026, e nel periodo di transizione, il limite fissato è 0,70mg/l. Nel caso in cui per la disinfezione delle acque venga, invece, utilizzato un metodo capace di generare acidi aloacetici, in questo caso il parametro da ricercare è “Acidi aloacetici” ed il limite stabilito è di 60 μg/l.

Infine, se nell’acqua dovesse presentarsi una crescita massiva di cellule cianobatteriche o la potenziale formazione di efflorescenze (potenziali fioriture algali), la direttiva prevede la determinazione della Microcistina-LR (valore parametrico 1,0 μg/l).

Qualità delle acque destinate al consumo umano: per approfondire

Per consentire la consultazione della normativa riportiamo di seguito il link dove scaricare il DECRETO LEGISLATIVO 23 febbraio 2023, n. 18 – Normattiva

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